L'arte della composizione

Questa particolarissima arte di disporre i fiori detta Ikebana, cominciò a diffondersi in Giappone già nel VI secolo dopo Cristo. La parola, formata da Ike, che significa "vivere" o "dare la vita" e Bana, che significa "fiore" e quindi il risultato è "fiori viventi".

Sin dall'antichità, lo schema fondamentale della composizione è stato il triangolo e i motivi che conducono a questa forma geometrica sono molteplici: è innanzitutto la struttura elementare perfetta per la disposizione dei fiori poiché il triangolo è la spontanea simmetria esistente in natura, una montagna è uguale a un triangolo come anche un albero è uguale a un triangolo.

Il tratto saliente che caratterizza l'ikebana è probabilmente la predilezione per la linea piuttosto che per la massa o i volumi. Si apprezzano cioè il fluire della linea di un ramo o di uno stelo e il rapporto armonico con le altre linee, mai superflue, di fiori e foglie. Linearità ed essenzialità sono tutt'uno, per cui i pochi elementi s'impongono con la loro bellezza di presenza vegetale unica e singola.

Esistono numerosissimi accorgimenti nel tagliare fiori, foglie e rami, nel fissarli, piegarli, sostenerli, inclinarli all'angolo voluto, così come nel creare tutta una serie di effetti particolari. Ma questa è la parte tecnica, mentre la parte forse più importante è quella di educare l'occhio e sviluppare l'espressione creativa in un'atmosfera di tranquillità spirituale.